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SAIGREEN

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Lo Sci Accademico Italiano, o meglio i suoi soci, si sono sempre distinti per una sana goliardia, non disgiunta però da uno spirito agonistico molto acceso.Quasi tutti i soci del SAI sono o sono stati Atleti, taluni anche di livello internazionale. Lo spirito agonistico tra il "sono" o il "sono stati" Atleti, però non scema, mentre quelle che calano notevolmente con il passare degli anni sono le prestazioni sciatorie. Il connubio tra prestazioni sciatorie vieppiù incerte e barcollanti e spirito agonistico ancora vivo e magari pure "incarognito" dai pessimi risultati sugli sci, ha fatto si che, grazie alla nota intelligenza Saina, un gruppo di ex sciatori pensasse di rivolgersi a sport meno traumatici per dar sfogo al proprio innato agonismo e non rischiare ulteriori danni alle piste di sci. Così sono nate le prime gare di Golf del famoso SAI Green.

Negli anni '90, raggiunta la quarantina (e passa), Gianguido Isotti, Maurizio Samarelli, Paolo Visonà, Alessandro Melloni, e perfino Mario Agnoli, si sono dedicati così a raccogliere soci golfisti in giro per l'Italia e ad organizzare le prime gare.
Con occhio benevolo pure i soci più anziani Leo Ceschi e Lucio Visonà partecipavano alle nostre prime evoluzioni sui campi verdi. La scelta dei primi campi dove giocare era soprattutto basata sulla compiacenza dei vari Golf Club.
I nostri altissimi handicap non davano, infatti, alcuna garanzia né per la sopravvivenza del manto erboso, né per quella delle abitazioni che sorgessero nelle vicinanze del percorso! Piccoli campi periferici quindi (Villafranca e Bastardina) o di montagna (Carezza) che permettessero, dopo aver lanciato il classico urlo belluino di avviso per la palla scagliata verso ignari golfisti su altre buche, di nascondersi negli anfratti degli alberi o nei bunker, dai quali emergere dopo qualche minuto fingendo totale indifferenza.
Dopo alcuni anni di allenamenti in incognito e di fughe invernali nei paesi caldi per migliorare il proprio swing, il livello dei partecipanti è leggermente cresciuto e ci siamo quindi lanciati su campi di più alto e antico lignaggio potendo comunque evitare il linciaggio dei golf keeper.
E così ci siamo esibiti a Cà degli Ulivi, Argentario, Colli Berici (odiato da molti per le difficoltà insormontabili e per le discese più adatte agli sci che al golf o le salite che chiedono spesso uno skilift), Asiago, Petersberg e perfino Verona.
Le premiazioni delle gare sono, pur mantenendo una parvenza di ufficialità nelle classifiche, prevalentemente goliardiche e i premi cosiddetti speciali sono più rivolti ai neofiti, o a chi neofita resterà per sempre (tacciamo i nomi per onor di patria), piuttosto che ai veri golfisti! Giovani Saini golfisti stanno però emergendo sulle orme (o meglio evitando le orme) dei padri e quindi il passaggio alla Bocciofila dei genitori, i cui tiri si stanno vieppiù accorciando (e non c'è Drive in tungsteno che tenga) si fa sempre più prossimo !

Ad maiora !
Alessandro Melloni

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