SQUADRA NAZIONALE
GLI ANNI DELLA RISCOSSA - 1969/1974
8 novembre 1969, all'Assemblea dei S.A.I. italiani di Bassano del Grappa, rinasce per volontà di Leo Ceschi, Presidente Nazionale, la Squadra Nazionale del S.A.I.
L’obbiettivo è ambizioso: concentrare il meglio di ogni SAI in un gruppo affiatato di atleti, ben organizzato ed efficiente, per certi versi privilegiato, e partecipare con esso alle più importanti competizioni in Italia e all'estero.
All’estero il SAI è ancora e sempre conosciuto: ne sono testimonianza gli inviti che, unico caso in Italia, il SAI riceve dai Club Accademici e dalle organizzazioni Universitarie d'Europa.
Sono gli anni in cui la FISU, grazie alla carica ideale ed alla costante volontà di un francese, Charles Fabre, sta organizzando un circuito europeo di sci alpino con tanto di calendario e di regolamento.
Il SAI è presente fin dal principio con le sue due competizioni: il Trofeo Gilera ed il Concorso del SAI. Carlo Marini, nominato Responsabile Tecnico della squadra, si tira su le maniche: in poco tempo organizza la squadra, trova i materiali, programma gli allenamenti e la partecipazione alle gare. La sua carica di idee e iniziative è irrefrenabile; darà il “la” a tutta la futura attività della Squadra.
Guido Parascandolo si accolla la “patata bollente” di far quadrare un bilancio caratterizzato - da allora e penso per sempre - da due voci costanti: poche entrate e molte uscite.
Non mancano i benefattori segreti (o quasi) con donazioni sostanziose: c'è uno, di provenienza “lagunare” che si firma sempre, per molti anni, Silvio. Chi sarà?
Il lavoro per la Signora Cappella, colonna portante del SAI, aumenta, ma anche in segreteria si respira aria di entusiasmo, tra telefonate e riunioni continue.
In poco tempo è pronto il primo “storico drappello” della Squadra Nazionale del SAI: i due portabandiera - per molti anni - sono Giorgio Gorla e Peter Stubenruss, poi Mario Donà, detto Asterix, dei clan dei “bressanonesi”; Alessandro Melloni, fin da allora chiamato "Al Mutanda” per la signorile e disincantata eleganza, ed ancora Carlo Alberto Michon, Massimo Minoli, Getu de Stefanis.
Fra le “gafi” l'eterea e glaucopide Giovanna Albertini, con la fida Anna Cambiaghi detta "gambarotta" per la sua predisposizione, oltreché ai Rally, anche alla frattura; poi l'italo-svizzera Sina Cova e le nobilissime romane Flaminia Ercolani e Patrizia Medail.
Inizia tra ¬il ‘69 e il ‘70 un’attività vorticosa, forse ancora un po’ artigianale, ma ¬dovunque la Squadra SAI vada, vince in gara ed in simpatia.
Non mancano le (tradizionali) polemiche con “l'apparato”: le ini¬ziative private, spontanee, sostenute dall’entusiasmo (SAI) distur¬bano gli organismi pubblici, ufficiali ... le punzecchiature e i dispettucci col CUSI sono numerosi.
Intanto la guida della Squadra cambia di mano. Nel gennaio del ‘70 Carlo Marini conosce ad Oberammergau, ai Campionati Universitari Tedeschi, una certa Veronika: è la sua fine come C.T. ed il suo inizio come marito e papà.
Gli subentra, alla guida dalla Squadra, Mario Agnoli, in concomitanza con la nuova Presidenza Nazionale affidata a Franco Magrini, detto anche "puntoFISI".
L’accoppiata Magrini-Agnoli cerca di dare alla Squadra, oltre ad un’ulteriore spinta agonistica, maggiore organicità e soprattutto “ufficialità”, autonomia e riconoscimento a livello nazionale e internazionale.
Si comincia col rafforzamento internazionale: siamo ufficialmente invitati da tutti gli organizzatori stranieri; al SAI viene affidata la riunione FISU di Bressanone¬, dove nasce il famoso Regolamento ed i famigerati punti FISU.
Il SAI nel frattempo cresce di peso come Organizzatore: il Trofeo Gilera ed il Concorso del SAI diventano la scadenza fissa nel calendario FISU e nel taccuino di tutti i più simpatici e più forti sciatori universitari europei.
La Squadra è forte. Vinciamo un po' dappertutto. Nella Squadra Ufficiale Italiana che partecipa quest'anno alle Universiadi di Finlandia siamo degnamente rappresentati: Gorla, Albertini, Stubenruss vi entrano a pieno titolo.
La Televisione si accorge di noi. La Domenica Sportiva ci ospita con un’intervista di Alfredo Pigna ad Agnoli che si impappina - Silvio Bos registra e lo ... sputtana!
Con il '70 inizia un primo cambio “generazionale”. Arrivano le nuove matricole che faranno parlare di se nei prossimi anni: Nuccio Giancola e Toni Volpe da Padova, i fratelli Baron e Maria Berica Buzzaccarini (detta la “battipista” per i suoi famosi voli), Fulvio Bacchelli, ed ancora Stefano Melloni, che comincia ad insidiare la posizione al più noto Al, e i varesotti, il duo Fraschini Enzo e Andrea, da allora fedelissimi Saini, che tante vittorie e soddisfazioni daranno in futuro al SAI.
La Squadra è oramai una realtà dello sci universitario ed europeo. A qualcuno la cosa da fastidio: con il CUSI i rapporti diventano “tesi”, un altro, forse il principale dei problemi da risolvere.
Poi ci sono le questioni finanziarie (Parascandolo continua a fare i salti mortali), le forniture dei materiali, l’organizzazione delle trasferte, la presenza nella FISU.
Il 1971 è l'anno del “boom”: il Gilera ed il Concorso di Bormio toccano vertici di qualità e partecipazione mai raggiunti. E insieme quante risate e quanta amicizia!
ll simbolo di questo “spirito” di cui - scusate l’immodestia - andiamo fieri, fu la festa di fine stagione. Abusando dell'ospitalità di Casa Melloni e poi di Casa Buzzaccarini nasce la Festa di chiusura. Tra Verona e Vicenza macchine e gente di mezza Europa si incontrano, svestite le tute e gli scarponi, si conoscono da "civili", si parlano, nascono amicizie e rapporti, e certo anche amori!
Il ’71 fu anche l'anno della “non belligeranza”: un accordo di collaborazione con il CUSI, frutto della consumata abilità di Magrini e del buonsenso del D.T. del CUSI Scarpiello, da i suoi frutti. Le malelingue parlano di "CUS-SAI": in effetti, si ottiene un coordinamento interessante nella gestione dello Sci Universitario Italiano.
Ed i risultati si vedono: sia a livello agonistico (nel ’71 e nel ‘72 gli italiani sono i “pigliatutto”), sia a livello dei rapporti (gli atleti stanno insieme, il “severissimo” Agnolo è l’unico responsabile della Squadra.
La Squadra SAI al Concorso Internazionale di Bormio del 1971
Sa sin.: Melloni, Gorla, Giancola, Fraschini, Albertini, Volpe, Cambiaghi, Stubenruss, Hruska;
seduti: Agnoli e Buzzaccarini
La presenza SAI nella Squadra Ufficiale aumenta: entrarono Peter Stubenruss, Mario Donà, Andrea Fraschini, la Giovanna Albertini.
Il ‘72 fu l’anno dei grandi risultati, delle grandi soddisfazioni: il quartetto Stube, Fraschini, Melloni, ¬Giancola entrò nella leggenda (anche gastronomica) Berica Buzzaccarini aveva imparato a fare le curve e cominciò ad inserirsi tra le primissime.
Alle Universiadi di Lake ¬Placid, USA, partecipammo in gran forza. Furono convocati: Stube, Andrea, Asterix, la Giovanna. Ma il tempo passò ed un altro passaggio generazionale fu alle porte, bi¬sognava pensare al -ricambio.
Ecco arrivare assieme agli ex cuccioli SAI, Bonetti, Schapira, Pedotti, Frau e Timpano, qualche grosso calibro: il Visonà ( detto anche "alcool puro"), Tito Cane, Antonella Mandelli, Ciceri, Uli Leitner, ex azzurra, Chiara Boscarolli. Tutti si fecero sentire negli anni successivi.
Si rafforzò intanto il nostro credito presso le industrie produttrici di materiale: l’idea di un piccolo "pool" del SAI stava lentamente prendendo piede.
San Marco e Maxel ci furono particolarmente vicine: dovemmo fare davvero i salti mortali por far quadrare il bilancio, ma le spese aumentarono. Il concetto di “ingaggio” non esisteva, non entrò al SAI. Se c’erano i quattrini si otteneva anche qualche rimborso: per il resto cercammo di dare un’organizzazione efficiente ed un "clima".
Il '73 fu l'anno dei cambiamenti e delle novità. Magrini lasciò, con rammarico di tutti, la Presidenza Nazionale, e venne nominato Responsabile FISI per tutto il Settore Universitario. Alla Presidenza Nazionale gli subentrò Max Dubini. Con non poche gatte da pelare. Agnoli assunse il ruolo di Accompagnatore di tutta la Rappresentativa italiana: fu un’esperienza esaltante portare in qua e in la per l’Europa uno "squadrone" che, dove arrivava, vinceva.
L’"Armata Brancaleone" si fece onore anche nei ristoranti e nelle pasticcerie d’Austria e Svizzera. Spiccavano per voracità ¬Cane, Giancola e Melloni! Non mancarono le gite culturali per cercare di "dirozzare" Giancola e Visonà!
La stagione si concluse con l’indimenticabile trasferta in Spagna e a Tauplitz, con il famoso il "matrimonio" Cane-Edelsbrunner e la Squadra SAI trasformata in coro di Voci Bianche!
Anche per Agnoli intanto stava per finire cuccagna e il tempo da dedicare alla Squadra si faceva sempre più rado. Ma prima del passaggio di responsabilità della Squadra, c’era da pensare a risolvere due problemi: la costituzione del Pool della Squadra e il reclutamento di nuovi ¬atleti, che mantenesse inalterato il livello agonistico.
Questo avvenne tra il ’73 e il '74: la Squadra Nazionale del SAI ebbe finalmente il suo Pool nel '73 (con Maxel, San Marco, Silvy Tricot, Salomon e Gispa).
La festa di fine stagione ’73 fu venata di un po’ di melanconia: molti tra quelli che negli ultimi tre anni avevano gareggiato, erano alla fine dei loro studi e anticiparono il ¬loro abbandono in vista della stagione imminente.
Malgrado ciò il bilancio agonistico fu positivo (ben 8 primi posti nel solo circuito FISU e 7 secondi), e tra una polentata ed un bagno in piscina tornò l’allegria.
L’estate fu fitta di contatti per il rinnovo della Squadra. Ancora una volta nuovi nomi: le sorelle Cristiana e Betta Patani, Maria Paola Mathieu, Chiara Galvagni, e, da Roma, la Saina ed ex azzurra Iaia Ercolani, portarono nuove energie ed entusiasmi alla Squadra Nazionale del SAI.
Così Agnoli poté concludere il suo impegno. La Squadra passò a Samarelli, il quale con nuove idee e rinnovato entusiasmo continuò un’epoca che fu costruita sulla passione e sull’amicizia sportiva.
Il resto, lo Squadrone del SAI, non fu più storia soltanto ma realtà e cronaca.
Mario Agnoli.
LA CONDUZIONE VITALI - 1975/1979
Il 1975 fu per lo Sci Accademico Italiano anno di grande fermento, numerosa era la schiera di neo universitari che si erano iscritti al S.A.I.
Stubenruss aveva smesso proprio quell’anno ma molti erano i riferimenti, quali i Fraschini, i Melloni, la Galvani, la Mathieu e tanti altri.
Da questa miscela di forti e giovani leve, unite nello spirito sportivo e nell’impegno, è nata la “Squadra” del S.A.I., in “Prima Pagina”.
I giovani erano numerosi, Agnoli, Levi, Schapira, Damioli, Prennushi, Lavizzari, Fornasari, e molti altri si unirono ai più forti. Nacque così l’idea di un’organizzazione che ci avrebbe permesso di sviluppare l’attività agonistica.
Preparammo un progetto, lo sottoponemmo a un gruppo di aziende nazionali, le quali, assai interessate, ci supportarono da subito in modo importante con soldi e materiali.
Questa fu la base per potenziare una compagine che avrebbe regalato al S.A.I. un incredibile periodo di successi e, ancor di più, meravigliosi momenti di sport e di amicizia.
Molti presero parte alla struttura organizzativa che via via andava crescendo. Chi non ricorda la faccia della Nicosia all’arrivo dell’enorme camion in corso di porta Romana, che portava le divise della Arvil! A dir la verità ricordiamo bene anche la faccia dei vigili sopraggiunti nel frattempo, e la coppia Levi e Paramittiotti, mentre ci prendeva le misure per le tute della Samas, molto sexy già allora, che fu poi la stessa indossata per anni da Stenmark. E i pantaloni Elesci che ci resero così fotogenici in abbinamento ai maglioni della Silvy Tricot?
Tutti noi dedicammo molto del nostro tempo all’organizzazione della squadra. Oltre alle gare, la preparazione delle campagne pubblicitarie, sei in cinque anni, richiese grande lavoro, e vincolante fu anche la continua distribuzione di materiali a tutti i S.A.I.
La parte più impegnativa furono però gli allenamenti, che in gran parte si svolgevano al Passo del Tonale, sul ghiacciaio della Presena, logisticamente appoggiati alla omonima Capanna della famiglia Marconi. Quelli autunnali erano normalmente tre e avemmo una partecipazione di oltre 100 atleti, addirittura 118 nel 1978. La Capanna era completamente piena di letti e brande, anche nelle sale, e le piste erano riservate ai nostri allenamenti. Non avremmo mai più goduto di tanta disponibilità, in tutti i sensi!
Nel ‘78 e ‘79 ad uno degli allenamenti invitammo le squadre nazionali Universitarie di Francia, Germania, Austria e Svizzera. Venne anche un atleta dal Giappone, fu l’apoteosi.
E perché non parlare anche dei “défilé”? Avemmo così l’occasione per fare decine di fotografie per le campagne pubblicitarie ed il pretesto per farci belli sul set, ricordo sempre in prima fila Betta Patani, Micaela Valentino, la Nicolussi, Emanuela Manfrini e nel mezzo anche Alessandro Bergamo.
La Squadra andava via via rinforzandosi giorno dopo giorno: arrivò Fausto Radici, Vittorio Bortolon, Bertolini, Giovanni Berutti, Guido Galbusera, Enrico Nicoli, Bussinello e molti altri furono della partita, fino a rendere la “Squadra” forse la più forte di quegli anni con 27 atleti sotto i 50 punti FISI.
Fioccarono le vittorie: due titoli alle Universiadi, quattro ai Campionati Mondiali Cittadini, e una quantità di titoli nazionali universitari e cittadini, 6 solo nel 1979! I protagonisti furono Paolo Visonà, Franco Marconi, Iaia Ercolani, Fausto Radici, Vittorio Bortolon, Fabiano Rebecchini e molti altri. Poi via, tutti Laureati.
Ripensando a quegli anni, che furono si di duro impegno ma anche di sano e goliardico divertimento, noi, cresciuti nei nomi dei Babini, Verga, Righini e degli altri Soci Fondatori, siamo orgogliosi di aver dato il nostro piccolo contributo alla gloriosa Storia del S.A.I.
Alessandro Vitali
Ci manca la testimonianza di Carlo Marini , che fu il primo Chef d’Equipe della “Squadra”, ma contiamo di raccoglierla quanto prima.
CHI FURONO
CARLO AGNOLI, GIOVANNA ALBERTINI , FULVIO BACCHELLI, ALESSANDRO BERGAMO, GIOVANNI BERUTTI, VITTORIO BORTOLON, CHIARA BOSCAROLLI, MARIA BERICA BUZZACCARINI, ANNA CAMBIAGHI, TITO CANE, LORENZO CICERI, SINA COVA, DAMIOLI MAX, GETU DE STEFANIS, MARIO DONÀ, FRASCHINI ENZO, GIAMPAOLO FRAU, GALBUSERA GUIDO, NUCCIO GIANCOLA, EDOARDO GORLA, ALEX HRUSKA, LAVIZZARI GIGIO, ULI LEITNER, LEVI MARCO, ANTONELLA MANDELLI, MANFRINI EMANUELA, MARCONI FRANCO, MATHIEU MARIA PAOLA, PATRIZIA MEDAIL, MELLONI ALESSANDRO, MELLONI STEFANO, CARLO ALBERTO MICHON, MASSIMO MINOLI, FAUSTO RADICI, LORENZO SCHAPIRA, MONINI BETTA SINIBALDI, NICOLI ENRICO, BETTA PATANI, CRISTIANA PATANI, GUALTIERO PEDOTTI, PRENNUSHI RROCK, ELENA MATOUS, REBECCHINI FABIANO, PETER STUBENRUSS, MARIO TIMPANO, VALENTINO MICAELA, VISONÀ PAOLO, VITALI ALESSANDRO, TONI VOLPE.
MANIFESTI E PUBBLICITA'


RIVISTE E GIORNALI






Ci è pervenuto - 13 aprile 2012 - da Iaia Ercolani il bellissimo articolo di Giovanni Berruti, tratto da Sciaremag.it,
REVIVAL CITTADINI & UNIVERSITARI. Ringraziamo SCIAREMAG, il suo Direttore Marco di Marco, e la direzione grafica
della Rivista, Signora Alessandra, che ci ha gentilmente fornito il doc. originale. A voi il piacere di leggerlo o di scaricarlo.
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