Sci e piedi al meglio
PREPARAZIONE - ELABORAZIONE – SCIOLINATURA
Attrezzatura necessaria
Innanzi tutto è necessario procurarsi un minimo d'attrezzatura e il reperimento di questa è possibile nei negozi "tecnici" d'articoli sportivi ed in particolare suggeriamo:
1) morse per una perfetta tenuta dello sci, da fissare ad un tavolo o ad un banco;
2) lima fine a scarico (va bene quella da 200 mm);
3) lima fresa a taglio semicircolare;
4) attrezzo toglifenolo;
5) righello di riscontro della planarità, in acciaio rettificato;
6) serie di squadrette guida lima nei vari gradi o attrezzo a regolazione di gradi;
7) set di lime diamantate;
8) raschietto d'acciaio;
9) spatola in plexiglass;
10) candelette in polietilene per riparazione d'emergenza della soletta;
11) elastici per i freni degli attacchi;
12) ferro per sciolinare con regolatore di temperatura;
13) set di spazzole (d’ottone, fibra naturale, setola e crine);
14) detergenti speciali per la pulizia della soletta;
15) sciolina;
16) carta ad alto potere assorbente (tipo rotolo domestico).
Preparazione dello sci
Per cominciare è importante fissare bene lo sci nelle morse con la soletta rivolta verso l'alto. Nel caso si debba lavorare su uno sci già usato è necessario controllare lo stato d'integrità del fondo (soletta), che non presenti buchi o abrasioni, che vanno ripristinate personalmente se sono di piccola entità, o rivolgendosi al laboratorio specializzato se sono rilevanti.
Presa la decisione di ripristinarlo noi stessi, procediamo pulendo con il detergente speciale la zona interessata asportando tutto lo sporco, dopo aver asciugato molto bene con la carta, comprimendola nell'abrasione, eseguiamo la riparazione facendo colare sui buchi la
candeletta che abbiamo nel frattempo incendiato, l'operazione deve essere molto veloce e fatta a piccoli pezzi, che devono essere raffreddati molto velocemente apponendo di piatto sul materiale appena fuso il raschietto d'acciaio, con una buona pressione e per alcuni secondi.
Terminata l'operazione di stuccatura, togliamo il materiale in eccesso con il raschietto d'acciaio ben affilato, prestando attenzione ad asportarlo molto delicatamente per non rovinare la parte di soletta non interessata dall'abrasione.
Eseguiamo quindi il controllo della planarità con l'aiuto del righello di riscontro d'acciaio rettificato, controllando il piano della soletta dalla punta alla coda dello sci. In caso di difetto del piano soletta, è necessario rivolgersi al laboratorio competente per ripristinarlo, come spiegato alla fine di questo capitolo nella parte "elaborazione dello sci".
Controllare che le lamine siano leggermente abbassate rispetto al piano della soletta (tuning), per ottenere ciò arrotolare dalla parte dell'impugnatura senza manico della lima per tre o quattro volte, del nastro di carta gommata, appoggiandola poi di piatto sulla soletta (a circa 40/45 gradi rispetto la lunghezza dello sci) in modo che la parte rialzata della lima scorra sulla stessa sempre a circa quattro o cinque centimetri dalla lamina da abbassare, e, tenendola ben ferma alle estremità, senza fare pressione che la possa incurvare, tirarla in modo costante e a tratti abbastanza lunghi. Solo in questo modo si ottiene un buon "tuning" lineare e preciso.
Per lavorare sull'altra lamina, consigliamo di girare lo sci, così agiremo sempre nello stesso senso e con lo stesso metodo. Ricordate che: - non ha nessun'importanza se la lamina è lavorata dalla punta alla coda dello sci o viceversa, la lima taglia solo nel senso "manico-punta", quindi se noi la "tiriamo", dobbiamo tenere presente il senso del taglio.
Nel caso non sia possibile fare queste operazioni perché il fondo non è perfettamente in piano (si controlla con il righello di riscontro), è consigliabile portare gli sci al laboratorio di fiducia per ripristinare i piani.
Passiamo ora a preparare il fianco dello sci. La prima cosa da fare è togliere il fenolo. Prendiamo l'attrezzo toglifenolo e dopo aver regolato la lama in modo che asporti il materiale in eccesso, creando una diagonale esatta fra la lamina d'acciaio ed il fianco dello sci, che non deve essere inciso.
L'esecuzione deve essere molto delicata e fatta per gradi, controllando di continuo, il procedere del lavoro fino ad ottenere il risultato voluto.
Per fare l'angolo alle lamine laterali, usiamo la squadretta guida lima graduata, è' importante che la lima sia fissata in modo stabile e preciso sulla squadretta, dobbiamo creare sulla lamina laterale un angolo che sarà variabile secondo la specialità d'impiego e delle caratteristiche tecniche dello sciatore.
Per lo sciatore turista, l'angolo di 89 o 88 gradi, è più che sufficiente per un'ottima tenuta, anche sul ghiaccio, per lo sciatore agonista è necessario l'angolo di 88/87 gradi, per lo Slalom Gigante e di 87/86 gradi, per lo Slalom Speciale.
Procediamo quindi a rifinire le lamine con le lime diamantate utilizzando le varie grane a partire dalla più grossa (generalmente la 100) e continuando con quelle più fini (200 - 400 - 600 - 1500 - 3000), fino a raggiungere una perfetta finitura a specchio ed uno spigolo finissimo che non presenti assolutamente il minimo accenno di "bava" che renderebbe lo sci ingovernabile dopo poche curve.
È importante sapere che è meglio avere lamine non fatte troppo bene ma perfettamente lucide, che lamine fatte molto bene ma segnate dal lavoro della lima o peggio ancora dalla pietra che ha improntato la soletta.
Elaborazione dello sci
Con queste operazioni termina il lavoro di preparazione ed inizia quello d'elaborazione, che deve essere fatta dal laboratorio specializzato.
L'elaborazione consiste nel controllo e ripristino eventuale della planarità, e nella creazione delle impronte idonee alla specialità che c'interessa.Le impronte sono importanti perché aumentano la superficie da sciolinare e facilitano la formazione di microsfere che riducendo gli attriti, rendono lo sci più veloce.
Tutto questo deve essere fatto con macchine rettificatrici a pietra.E' importante che l'operatore abbia capacità e competenza (come quelli certificati dall'Associazione Ski-Man), da garantire un lavoro d'assoluta qualità e precisione.
Sciolinatura
Terminata la fase dell'elaborazione che, come abbiamo detto, è riservata al laboratorio specializzato, ritorniamo a noi con l'ultima fase della sciolinatura.
Prima di sciolinare è necessario procedere alla pulizia della soletta, questa dovrà essere molto accurata usando innanzi tutto, detergenti speciali che diano la sicurezza di togliere ogni traccia di sporco e di sciolina.
E' importante sapere che, nessun'azione meccanica per la pulizia della soletta, tipo la spazzolatura o il togliere la sciolina a caldo, può essere efficace come l'azione chimica di detergenti realizzati per togliere la sciolina.
Per pulire efficacemente lo sci, è necessario, stendere prima il detergente, con un pennello e lasciarlo agire per qualche minuto (quello migliore non evapora), poi, spazzolare la soletta bagnata, con la spazzola in ottone, dalla punta alla coda, l'operazione deve essere molto delicata, per evitare di rigare la superficie, asciughiamo infine, passando con la carta
ripiegata quattro o cinque volte, tirata sulla soletta con la spatola in plexiglass, asciugare bene ripetendo il gesto per alcune volte fino ad assorbimento completo del liquido sporco.
L'operazione di pulitura si deve ripetere più volte, fino a quando la sporcizia cessa di uscire (non ne rimane più sulla carta).
Al termine di questo procedimento, che ricordiamo ancora, è fatto sempre nel senso punta-coda, possiamo procedere alla sciolinatura.
La sciolinatura è un'operazione importante che deve essere fatta, con prodotti adeguati alle temperature e al tipo di neve che si pensa di trovare.
In base al tipo di sciolina che mettiamo, utilizziamo temperature differenti col ferro per sciolinare.
Facciamo sciogliere la sciolina sul ferro (non deve fumare) tenendolo rivolto verso l'alto sopra allo sci, passiamo poi lo stesso di piatto, per stendere il prodotto in modo omogeneo, ricordate che quest'operazione deve essere abbastanza veloce e che non è necessario passare e ripassare il ferro caldo per più volte, si rischia solo di bruciare la sciolina o peggio ancora la soletta, rovinando così irrimediabilmente lo sci.
Finiamo l'operazione togliendo la sciolina in eccesso (dopo averla lasciata raffreddare) con la spatola di plexiglass, anche qui si deve essere delicati per evitare di rigare il fondo, ricordate che quest'operazione deve essere fatta più volte perché la soletta raffreddandosi continua ad espellere sciolina.
Passiamo quindi alla fase della spazzolatura (sempre da punta a coda), prima con spazzola naturale fino a che abbiamo pulito anche l'impronta dalla minima traccia di sciolina e poi, per rifinire e lucidare, con quella di setola (operazione quella della spazzolatura che più a lungo sarà protratta, migliore sarà il risultato finale).
Nel caso si possa trovare un elevato tasso d'umidità applichiamo una sciolina ad alto contenuto di fluoro che deve essere stesa sullo sci con il ferro o con il rullo di sughero azionato dal trapano, si toglie poi, esclusivamente con la spazzola in crine, senza spatolare rifinendo poi il tutto con la spazzola in setola come abbiamo fatto in precedenza.
ESEMPI

Quando si parla di Formula 1 ci si spaventa nel sentire le esasperazioni tecniche continue alle quali le scuderie sono sottoposte per guadagnare pole position o primi posti nelle classifiche. Parlando di sci da profani o da conoscitori superficiali, si citano cose che spesso non si conoscono:
impronte, tuning, cere, e se ne sentono di tutti i colori. Ognuno, per ciò che riguarda gli sci, si sente un piccolo docente, ed è pronto a scommettere che come li prepara lui gli sci...
Ascoltare una lezione, partecipare ad un corso conoscitivo, assistere ad una preparazione fatta da un professionista, ci si rende conto di quanto la conoscenza sia illimitata, e che solo una buona dose di passione e una continua ricerca possono contribuire ad eseguire un lavoro di preparazione ottimale e precisa.
Sviluppiamo i punti più importanti e la metodologia di lavoro per elaborare uno sci, questo non comporta
solamente l'utilizzo di prodotti al meglio sul mercato e la ricerca dell'estremo in ogni operazione da eseguire, ma
bensì cercare di operare con una dovuta manualità e con un sistema che determini una linearità di lavoro tanto da rendere sicuro l'operatore.
La prima cosa da effettuare è il controllo ed il raggiungimento della planarità di lamine e soletta, ricavandola manualmente con l'aiuto di una barra in acciaio rettificata e ben affilata, usata a mo' di spatola, asportando poco alla volta il materiale in eccesso, oppure con una levigatrice a nastro curando di aver ben scelto e
spuntato il nastro da usare, così da evitare strappi e bruciature sulla soletta. Raggiunta una buona planarità, visibile con il riscontro di un righello rettificato, appoggiato e fatto scorrere lungo il piano soletta, andiamo ad abbassare le lamine rispetto al piano, creando l'operazione definita "tuning": usiamo una lima di grana fine, la cosiddetta “dolcissima”, spessorandola con un nastro gommato sul lato non operativo, per quattro o cinque volte, in modo da raggiungere circa 1 grado: appoggiata perfettamente in piano e trascinata lungo la lamina da abbassare, moderando la pressione, cercando di eseguire movimenti lunghi e costanti.
Il codolino, parte terminale della coda di uno sci, è spesso costruito in materiali acciaiosi o simili e in forma molto squadrata, così da non permettere una buona manovrabilità allo sci. Con una buona lima si interviene su tutta la parte interessata, smussando e arrotondando per bene.
Ora prepariamo le lamine laterali, migliorando la nostra esecuzione, asportando l'eccesso di materiale fenolico di supporto alla lamina, usando il dovuto attrezzo “togli fenolo”, evitando di scavare il bordo ma accompagnandolo in senso obliquo.
Con una squadretta graduata, accessoriata di bloccalima, in modo da evitare inclinazioni non reali, fresiamo la lamina con gli stessi criteri di operatività del tuning. La rifinitura si esegue con pietre, prima a grana grossa poi fine, ripassandole fino a ottenere una buona specularità. Si può perfezionare ancor più, con l'ausilio di una polvere granulosa, abbinata ad un tampone e sfregata energicamente su tutte le lamine per poi essere lucidata così da ottenere una lappatura, realizzabile anche montando un nastro spuntato allo zirconio su di una levigatrice, in modo da ridurre gli attriti al minimo.

Come nella Formula1, la scelta delle gomme è di fondamentale importanza, nello sci una delle priorità è per l'impronta o traccia, definita dagli Skiman uno dei segreti determinanti la scorrevolezza di uno sci. Molte sono le tipologie delle impronte, e molto complessi sono i parametri di scelta, vincolati come per le scioline alla temperatura, al tracciato e ad altri fattori, che ora semplifichiamo in uno standard con l'utilizzo di impronte larghe e marcate per nevi calde o fini e poco evidenti per nevi fredde, lineari per una migliore scorrevolezza e incrociate per una buona manovrabilità. Montiamo un nastro ben levigato, fatto girare a velocità bassa con un peso medio, supportato da molta acqua e interveniamo sull'impronta in modo da renderla meno aggressiva e più morbida alle lavorazioni successive.
Interrompiamo per un momento la lavorazione e facciamo un controllo generale del risultato ottenuto andando poi a rifinire le lamine in punta e coda, arrotondando in base alle esigenze e alla capacità sciistica dell'utente, ripassando per l'ennesima volta con della carta abrasiva tutta la lamina cercando di ridare al filo delle lamine la giusta tolleranza. Riprendiamo con un’accurata pulizia, distendendo sulla soletta del detergente ecologico, pulendo a fondo con una spazzola di ottone e a seguire con della carta assorbente avvolta su di una spatola in plexiglass finendo il trattamento con vari passaggi di una spugna in fibertex così da rendere omogenea tutta la soletta, pronta a ricevere la sciolina.
Riscaldiamo il ferro, regolando il termostato a circa 100-120° C, non superiore, onde evitare di trasformare col troppo calore il materiale delle solette in sinterizzato estruso, così da perdere le caratteristiche di costruzione. Accostiamo la sciolina direttamente al ferro, in porzioni limitate, facendola colare liquida direttamente sulla soletta, prestando attenzione a non scorrere con il ferro lungo punti dove non c'è presenza di sciolina. Lasciamo riposare e raffreddare per 30’ circa – la soletta deve essere fredda - affiliamo una spatola in plexiglass e asportiamo tutta la sciolina presente sulla suola, pulendo per bene anche le lamine e i fianchi.
Mettiamo in ordine le spazzole da utilizzare per la finitura della soletta: saggina, setola, crine. Usate in ordine, come descritto, dalla punta alla coda, spazzolando con forza lunghi tratti fino a togliere completamente tutti i residui di sciolina fino ad un raggiungimento visivo e al tatto soddisfacente.
Si possono anche aggiungere, allo scopo di velocizzare ancor più le solette, delle cere fluorate, applicabili sia con dei tamponi di sughero che con il palmo delle mani oppure a caldo con il ferro, accelerando i tempi di finitura onde evitare l'evaporazione rapida del fluoro stesso.
In questo servizio, il nostro intento è di far capire l'importanza delle preparazioni e dell'utilizzo dei materiali, tralasciando in parte cose molto tecniche, difficili da trasferire in poche righe ma comprensibili per l'interesse di chi vuole perfezionarsi nelle tecniche e nella metodologia di lavoro.
Le impronte incrociate

Si tratta di impronte di varie misure realizzate con un diamante a tre punte e una pietra bianca morbida utilizzata in molti reparti corsa. Oltre alle impronte lineari, utilissime per le discipline veloci, oggi si riescono a sovrapporre più impronte cercando di avere, unendo le due (lineare e incrociata) un risultato sia di velocità che di manovrabilità, utilizzando durante l'esecuzione diversi pesi e velocità della mola e del diamante in modo da non mescolare, ma proprio sovrapporre le impronte: con caratteristiche diverse, da una incrociata saltata spezzata ad una incrociata media lineare e da un incrociata grossa ma scomposta ad una incrociata fine molto saltata.
Cosa importante da capire è che non basta incidere una suola con una di esse, ma prima è necessario creare, con l'aiuto di altre impronte più fini e lucide una base per poi applicare e disegnare come impronta finale quella che garantisca la velocità.
Attrezzi (ma ce ne sono altri!)

SALUTE E BLOCCAGGIO DEL PIEDE
(Piedi, scarpette, solette e scarponi “fit”)


Scegliete il “vostro” scarpone
- Rigidità - La rigidità dello scarpone permette di trasmettere gli appoggi con efficacia. La rigidità laterale è conditio sine qua non per una presa di spigolo ottimale.
- Avvolgimento del piede e della gamba - Lo scarpone deve avvolgere uniformemente il piede e il terzo inferiore/medio della gamba. Il tallone deve essere bloccato, il metatarso deve aderire in modo omogeneo alla scarpa pur consentendo libertà di movimento delle dita.
- Flessibilità anteriore - Una flessibilità eccessiva non permette un adeguato carico ad inizio curva e la giusta ricerca di appoggio sullo spigolo. Può essere importante prevedere l’uso di un boosterstrap *
- Restituzione di energia elastica - Lo scarpone deve poter essere sollecitato in modo progressivo dallo sciatore e deve avere un'elasticità sufficiente a facilitarne il lavoro muscolare.
- Scarpetta - Determina il comfort dello scarpone e la trasmissione degli impulsi allo scafo e allo sci. La scarpetta deve quindi tenere caldo il piede, essere morbida, mantenere un buon contatto con lo scafo, asciugarsi rapidamente. Questo spiega come mai la scarpetta ha raggiunto un elevato livello di complessità e ingegnerizzazione, con l'utilizzo di molti materiali, come pile, EVA, vellutino, polietilene, gel, sughero, ecc...
- Plantare - Tutte le aziende produttrici di scarponi inseriscono all’interno della scarpetta un sottopiede standard che – ahinoi! - non ha nulla di ortopedico. Per questo motivo, è fondamentale inserire plantari personalizzati che avranno la funzione di migliorare la sensibilità e la propriocettività del complesso piede-caviglia. Non è un elemento strutturale, ma uno strumento essenziale importantissimo perché su di esso appoggia il piede e suo tramite si trasmettono gli impulsi allo sci.
I plantari sono utilizzati per il miglioramento delle prestazioni: dall'atletica al calcio, dallo sci all'automobilismo. In tutti i casi l'obiettivo dei plantari per lo sport è quello di creare il giusto contatto con la superficie di appoggio permettendo una maggiore scioltezza nei movimenti. Spesso si consigliano plantari correttivi a bambini che iniziano l'attività sportiva, quando si riscontrano delle anomalie che potrebbero limitare l'attività fisica, mentre quelli antalgici si rivelano utili in caso d'infortuni. Il piede dello sportivo deve sopportare sollecitazioni superiori alla norma, quali accelerazioni, improvvisi arresti, ripetute scivolate, balzi, ricadute, cambi di direzione e, inoltre, deve garantire equilibrio e stabilità. L'appoggio morfologico - maggiore e più uniforme distribuzione del peso - di tutta la superficie plantare permette al piede di evitare cedimenti e slittamenti, di offrire una risposta immediata nella fase di appoggio-spinta, di godere di un maggior equilibrio e controllo della stabilità articolare ed inoltre consente un efficace defaticamento e comfort (dovuto alla migliore ossigenazione dell'apparato motorio - costrizione dei terminali venosi).
*Se utilizzato correttamente garantisce la massima prestazione dagli scarponi ed uno straordinario controllo dello sci, migliora il comfort, elimina completamente lo spazio vuoto tra la linguetta e la tibia attutendone i colpi.E' realizzato con una cinghia elastica ad alta resistenza ed una fibbia metallica micro-regolabile. L'elastico permette la flessibilità, lo smorzamento di urti e vibrazioni. L'utilizzo della fibbia consente di assicurare un fit ottimale.In pratica il Booster lega elasticamente la gamba allo scarpone e permette di avere una trasmissione diretta delle azioni dello sciatore e quindi, in sintesi, un inserimento in curva più veloce e più efficace ed un'uscita più precisa e più rapida. Le varie durezze dell'elastico consentono allo sciatore di scegliere la velocità di risposta dell'attrezzo in funzione delle sue caratteristiche tecniche, fisiche e delle sue preferenze di sciata.

E' questa in assoluto l'interfaccia più precisa tra il piede e lo scafo ed è quella maggiormente utilizzata dagli atleti e sciatori di Coppa Del Mondo che desiderano una calzata personalizzata attraverso l'iniezione di schiuma poliuretanica. Il materiale iniettato avvolge il piede prendendone la forma anatomica che conserverà con la solidificazione. Tale scarpetta ha un procedimento di realizzazione complesso e delicato, in quanto il materiale da iniettare ha tempi di lavorazione molto brevi e piccole disattenzioni possono compromettere totalmente il risultato finale, non potendosi corregere a posteriori eventuali imperfezioni. Il segreto di una perfetta realizzazione sta nella scrupolosa preparazione del piede del cliente, proteggendone con cura tutte le parti sensibili ( Malleoli, Collo piede, Testa 5° metatarso, Dita, etc etc ).
Con questa lavorazione, si raggiunge il massimo della personalizzazione, si ha, in definitiva, UNO SCARPONE MODELLATO ATTORNO AL PROPRIO PIEDE.





