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NON TUTTI LO SANNO

 

Non tutti lo sanno, ma è storia nostra.


Nel settembre del 1969 nacque il S.A.I. Padova da una costola dello Sci Club 8 Febbraio per l’impegno di un gruppo di universitari patavini, capitanati da un entusiastico Pier Paolo Dalmas e dalla matricola universitaria Paolo Moschino (proveniente fresco fresco dal S.A.I. Bolzano), col nome di S.A.I. Padova “8 Febbraio”.

Dopo un anno il nome virò definitivamente a S.A.I. Padova e fu retto sino al 1978, anno in cui il sodalizio si sciolse “per lauree” da:

  • 1969 - 1971 PIERPAOLO DAL MAS,

  • 1972 - 1974 PAOLO MOSCHINO,

  • 1974 - 1975 BREDA FRANCESCO,

  • 1975 - 1976 PIERPAOLO DAL MAS,

  • 1976 - 1978 MARIA PAOLA DAL MAS

figlia di Pierpaolo.


Tesoriere  storico fu il dr. Paolo Lion, che “sorresse” con passione gli ultimi quattro presidenti.

Atleti di spicco furono Nuccio Giancola, Tito Cane, Riccardo Patrese, Antonio “Toni”  e Giulio Volpe, Andrea e Renzo Kind, Paolo Novello.


ll S.A.I. Padova era l'ultimo arrivato in ordine di tempo nella grande famiglia dello Sci Accademico Italiano, e la sua fondazione fu facilitata dall'entusiastica partecipazione di atleti e dirigenti dello SCI 8 Febbraio.

L’eredita del sodalizio padovano era abbastanza illustre dato che il club patavino fu ben noto in tutta Italia per i due titoli assoluti juniores conquistati da Antonio Sperotti nel 1964 e 1965, per il record europeo del Kilometro Lanciato conquistato dallo stesso atleta nel 1965, per due campionati cittadini vinti da Zeno Soave e, tra gli junior, da Andrea Kind e per un titolo universitario vinto dallo stesso Zeno Soave.

Ma il club oltre che per i suoi risultati che lo videro frequentemente al vertice delle classifiche dei cittadini, era ben noto per la sua verve goliardica, scanzonata, nello spirito di uno sport legato al mondo dello studio e dell'Università di Padova.

In particolare l’ 8 Febbraio, infatti, oltre che per avvenimenti storici, è la data della «festa delle matricole» che conservava a Padova la forma di una vera e propria festa degli universitari - nel ’70 furono 40.000 - non solo padovani ma delle più varie regioni e città italiane.

Fu quindi logico che con queste premesse i risultati non mancassero fin dal primo anno.


Dalla fondazione, a capo della società, con idee chiare e giovanili, vi fu Pierpaolo Dalmas, considerato a tutti gli effetti l’ideatore.

Con lui furono vicepresidenti il Dott. Umberto Rizzato e il Dott. Paolo Lion, quest’ultimo, oltre che tesoriere come abbiamo già scritto, anche impegnassimo CT di una squadra che poté dare solo grattacapi dovuti a un numero troppo elevato di classificati.

 

 

 

Tra i pali col 
maglione e il berretto del S.A.I.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Sperotti con Bruno e Osvaldo Alberti,
effettuarono i test di velocità per la specialità
di sci del chilometro lanciato sul tetto di una
Lancia Fulvia ufficiale guidata dal campione di
rally Sandro Munari. Un esperimento ed una
pratica poi replicata da altre case
automobilistiche ed altri campioni di sci.


Il Dott. Mario Bartoli, l'Ing. Vittorio Quaggiotti, il Dott. Giuseppe Gatto, Fernando Sandy a Marisa Morellato furono gli esperti sportsman che contribuirono per anni allo sviluppo sociale  e sportivo della società e che formarono il nucleo del consiglio, mentre il Dott. Franco Breda, il Dott. Paolo Moschlno, Giuseppe Giancola, Antonio Volpe e Giuliano Zabal rappresentarono, come consiglieri, la viva voce degli atleti giacché il club viveva della vita degli atleti sui campi di gara.


Club di giovani quindi diretto da un consiglio di giovani dove solo qualche elemento aveva allora da poco toccato gli «anta» e più di qualcuno era ancora ventenne!


I risultati raggiunti potevano rendere  orgoglioso qualsiasi club cittadino; le vittorie per squadra ai Trofei Leacril e Vallesport e gli Innumerevoli piazzamenti in varie altre gare, anche internazionali, per opera dei vari Giancola, Tonino e Giulio Volpe, Alessandri, Nanni e Toni Guarnieri, Renzo e Andrea Kind, Trentini, Zabai, Sacerdoti, Bertagnin, Roberto e Sllvia Chiumenti, Ortica, Solimbergo, D'Alesslo e C., hanno riempito negli anni di coppe, targhe e medaglie la sede del club.

Tra gli ultimi iscritti fu Anna Andretta Bertelli, già campionessa italiana universitaria, con i promettenti figli Francesco e Giovanni.


Il passato tuttavia valse per quel che diede, ma negli anni  dirigenti e tecnici diedero di più nel segno di un progresso tecnico e agonistico.

A un anno dalla fondazione la squadra annoverava 35 classificati: dall'ormai indiscusso numero uno Nuccio Giancola che aveva raggiunto la 2^ categoria in GS a Luciano Zanuso che con la sua 6^ categoria (con asterisco) chiudeva la lista dei 35 atleti, nel segno di una passione che lo portò a lottare nelle categorie riservate al gentlemen.


Oltre agli atleti più sopra menzionati vogliamo ricordare Piero De Vido, Giorgio Carli, Luigi Salce, Pappo Altieri, Paola Dal Mas, Marina Morellato, Sllvia Zabal, i «nuovi» Arturo e Ledi Wolfsgruber (ex S.A.I. Bolzano), Giovanna Covi ed i giovani Riccardo Patrese, Nicola Neri, Mario Volpe e altri ancora, potranno dare soddisfazioni di tutto rilievo alla società.


Nel 1970 importante fu l’ingaggio, per trasferimento a Padova, di uno studente svizzero ticinese, Gabriele Franzoni, già appartenente all’elite rossocrociata, che fu per anni un allenatore e preparatore atletico di alto livello. La presciistica, che si teneva nella palestra dell’Università e durava praticamente tutta la stagione, mostrò da subito i livelli di preparazione e rendimento che Franzoni richiedeva ai suoi atleti.

Quasi tutti gli allenamenti collegiali sulla neve ebbero luogo a Passo San Pellegrino i primi di dicembre dando la pennellata iniziale al quadro della stagione agonistica.


 

 

 

 

 

Ciò è quanto sono riuscito a ricostruire del S.A.I. Padova, interpellando Paolo Lion e Paolo Moschino.

Interessante sarebbe riuscire ad avere testimonianze e fotografie dai diretti attori, quali Giancola, i fratelli Volpe, Kind (S.A.I. Milano) e dall’ultimo presidente Maria Paola Dal Mas.

 

 

Questo l’articolo tratto da “Nevesport” - 8 febbraio 1973, nel quale si leggono, oltre ai forti portacolori del SAI Milano, anche atleti del SAI Padova e Vicenza.