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GINO PRENNUSHI E ALDO TOMMASINI NON SONO PIÙ DI QUESTO MONDO

 

“ … lo so che il tempo passa, che la vita prima da e poi toglie … ma anche quando saremo vecchi,  fidati, ci basterà chiudere gli occhi e in un secondo saremo tornati quei due ragazzini che di dormire non avevano mai voglia… che davano voce ai loro sogni sciolinandosi gli sci … che si allenavano correndo sul lungomare e poi passavano ore a parlare di S.A.I., quello straordinario club di amici …”


Nell’ultimo tempo dell’anno 2016, gli ultimi due soci fondatori del Club hanno lasciato Trieste per il… S.A.I. Paradiso. Lo Sci Accademico Italiano ne piange la scomparsa.

 

 


GINO ANGELO PRENNUSHI

 

Uomo retto e riservato, tenero padre e marito, fu grande sportivo, figura storica del Club e presidente nazionale.


 “Dal consiglio nazionale dei presidenti, tenutosi a Vicenza nell’ottobre scorso è uscita una sorpresa:

il nostro presidente Gino Prennushi è stato nominato Presidente Nazionale per il triennio, chiaro e meritato riconoscimento all’attività da lui sempre svolta in campo agonistico e organizzativo. Le più vive congratulazioni e gli auguri più sinceri di buon lavoro!”

(Rivista SCI - Gennaio 1975).


Dopo aver lasciato la presidenza del S.A.I. Trieste,  vi tornò negli anni successivi sino al 1986.


Organizzò tre Concorsi Internazionali e la 11ª Edizione del Trofeo Ferruccio Gilera a Sella Nevea.

Negli anni della sua presidenza, fu promotore del "Trofeo Pacor - Auto sciatoria delle Università Italiane”.

Amante della montagna e di sci alpinismo, partecipò, assieme all’amico Aldo, per 17 anni alle trasferte austriache a Hochgurgl (Ötztal - Austria), in casa del Prof. Bruno Haid.

Fu socio benemerito e sostenitore dello Yacht Club Adriaco di Trieste. In tarda età, abbandonato lo sci per problemi fisici, frequentò quasi quotidianamente il Golf Club di Padriciano.


Assieme a molti altri Saini, diede il suo contributo alla costruzione dell'ospedale di Tshome nel Chang Thang, a nord del Brahmaputra a 4800 metri di quota. Il suo nome è inciso sulla targa, posta durante l’inaugurazione.


 

 

 

ALDO TOMMASINI


Uomo colto, eclettico, pieno di risorse, di invenzioni fantastiche.

“Naturalia non sunt turpia” un suo motto, sua la traduzione di “parmigiano” nel tedesco macheronico “Kratzenkäse”.


Prima dell’avventura saina, che tante soddisfazioni gli riservò, profuse come stretto collaboratore il suo impegno nel CUSI Trieste, nato dopo gli anni bui del conflitto come movimento universitario goliardico e sportivo.

Alcuni anni dopo, nella storica casa di via Mazzini 39, inaugurò il negozio Tommasini Sport, replicando con crescente successo per 17 anni il corrispettivo Trofeo S.A.I.  su un’idea maturata dall’amico Gino.

Generazioni di triestini vi acquistarono abbigliamento e attrezzatura sportiva: “per chi che se ricorda el vecio negozio sportivo Tommasini xe ovvio, el mio zaino xe ancora comprado là..”


Fece parte, assieme all’amico Gino, delle trasferte triestine nell’alta valle dell’Ötz. Partecipò, assieme ad altri, alla stesura del volume edito in occasione dell’esposizione permanente del 2003 sulle Ceramiche Maya in El Salvador, un approfondito lavoro di analisi stilistica e di ricostruzione storico culturale.


Appassionato velista, amò e curò per molti anni la sua barca a vela, un 36 piedi Camper&Nicholson.

Che le onde ti cullino per sempre.