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UN CARISSIMO AMICO CI HA LASCIATI - RICORDO DI TONI TATTARA

 

 

Antonio Tattara, “Toni” per gli amici, giurista inappuntabile, rotariano per estrazione familiare, membro “attivo” dell’Accademia della Cucina.

 

Sportivo incondizionato: sciatore per scelta - passione assoluta - e per necessità - un anno a Selva Val Gardena in giovane età per teorici problemi di tempra fisica - nel quale tempo perfeziona l’arte sciatoria; fondista, a completare l’amore per la montagna e per la neve; discreto cavaliere, durante le scorribande estive sull’altopiano di San Genesio; ciclista “mount bikiano”, e, causa un paio di voli dal sellino, da ultimo golfista, arte che, diceva, si addice ai raziocinanti.

 

Rampollo di una antica nobile famiglia di Bassano, originaria di Mandello sul lago di Como, nasce a Bolzano nel maggio del 1937, frequenta le scuole a Bolzano, si diploma al Liceo Classico Giosuè Carducci a pieni voti e, conscio della realtà di uno studio legale vitale rincorre le orme paterne, si iscrive alla Cattolica di Milano al corso di studio giurisprudenza.

 

I rientri a Bolzano, per le vacanze di Natale, finiscono in Valle Lunga con gli amici a casa dell’Emilia, vecchio maso senza riscaldamento e con il ghiaccio del lavandino da rompere per trovare l’acqua. Il richiamo dello sci e della neve è come sempre imperativo.

 

In sede universitaria, la prima iscrizione è al CUS Milano, che vanta una squadra di cittadini e universitari molto forte. Dopo la prima stagione si presenta l'occasione di entrare al S.A.I., il CUS non aveva più fondi per le attività sportive. Ne conosce la vita e le abitudini, le cene all'albergo Continental o al golf di Monza, gareggia e sale più volte sul podio dei vincitori.

 

L’amicizia con Gianguido Isotti e Graziano Bortolotti si affina e diventa complice. Con lo studio, lo sci e Enzo Jannacci suo cant’autore preferito, i quattro anni volano.

 

Pensiero ricorrente era che fosse un peccato non frequentare ancora questo Club, nato subito dopo la seconda guerra mondiale e già carico di successi sportivi, Carla e Maria Grazia Marchelli, Lidia Barbieri Sacconaghi campionesse in squadra nazionale azzurra.

Al termine di una carriera universitaria ricca di soddisfazioni - laurea a pieni voti - su convocazione dell’amico Gianguido nello studio notarile del padre, si ritrova in compagnia di Gianni Bianco, Graziano e Cristina Bortolotti, Paolo Coser, Gianni Dalmasso, Heidi dell’Antonio, Gerhard Gostner, Osvald Harrasser, Franco Kettmeir, Ezio Giannelli, Sandro Malossini, Giovanni Pompeati e Franco Wagmeister, a raccontare la storia, la passione per lo sci e l’atmosfera di fraterna amicizia che contraddistingue questo nostro sci club.

Era la sera del 16 novembre 1966. Entrò di diritto nel primo consiglio direttivo.

“Toni” fu il quarto presidente, negli anni 1978 - 1982.

 

A lui dobbiamo la crescita dell’attività sociale e sportiva, l’inserimento di nuove leve, il credito politico, ma soprattutto la correttezza e l’onestà nell’agone sportivo.

Grazie Toni.