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14.10.2013 - Rolly Marchi. Scomparso l'ultimo fondatore del SAI

È scomparso a Milano nella notte l’amico e fondatore Rolly Marchi.

Lo ricordiamo qui assieme ad un folto gruppo di amici, che gli fanno oramai compagnia nel SAI Paradiso: Leo Ceschi, Carlo Travaglio, Pier Luigi Antonini, Ernesto Aliverti, Romano Bacchini, Nanni Ragazzi, Carlo Rasini, Arnaldo Righini, Paolo Crivelli, Giulio Fiocchi, Aurelio Schön, Giordano Vitali e gli altri, con i quali condivise l’idea di Giuliano Babini.

Nel settembre del 1945, nell’immediato dopoguerra, questo goliardico gruppo di amici gettò le fondamenta dello Sci Accademico Italiano, il Club che doveva rilanciare lo sci universitario e che nei primi anni di vita tanto lustro portò all’Italia.

Rolly Marchi inventò la scuderia "Cuccioli del SAI", introdotta la prima volta al Concorso Internazionale del SAI nel 1948.  Ideò la “3Tre”e il trofeo Topolino, la competizione giovanile di sci dalla quale sono usciti sciatori come Marc Girardelli e Alberto Tomba, ma che mise, nella prima edizione, sul gradino più alto del podio Lidia Barbieri Sacconaghi e Andrea Cova, e classificò con onore Iaia Ercolani, illustri saini. Ideò, assieme a Elke Pastore, l'Ausonia sprint, divenuta poi gran premio Mediolanum, il trofeo Snoopy e il trofeo Fila sprint.

«La morte mi ha sfiorato più di una volta, in guerra, in parete, in bicicletta e in automobile, ma sono ancora qui. E la neve non so quanta ne avrò ancora, nel tempo che mi resta, ma guardo in alto e avanti» ci confidò lo scorso anno a Baita Fraina davanti a un piatto di Casunzièi alle rape rosse.

La sua carriera professionale è stata straordinaria. Fu giornalista accreditato a 26 Olimpiadi, dal 1948 al 2005, un record ineguagliato nel mondo dell'informazione; fu scrittore e dalla sua penna uscirono dieci libri, tra i quali "Le mani dure" fu ritenuto il più bel racconto di montagna; fu fotografo di classe internazionale. Sino a quando, a 88 anni, un tir tamponò la sua Audi sulla corsia d'emergenza dell'autostrada A22, appena a nord di Bolzano, causandogli il distacco delle retine. Ma lo spirito rimase saldo, come le rocce che arrampicava, e gli consentì di continuare l’attività di editore della “BUONA NEVE” e di partecipare ai molteplici festeggiamenti dei “suoi” novanta.

«Non so se il Padre Eterno sarà generoso con me, donandomi il piacere di esserci per arricchire le mie ultime esperienze di vita e di neve. Se così non fosse... se la mia linea d’ombra fosse già stata da me superata, propongo forse immodestamente, ma col cuore, di intitolarmi una gara: a portare le coppe ci penseranno i miei figli Paolo e Jacopo e a consegnarle ai migliori i miei nipotini.

E come ultima dimora chiedo con passione che il mio spirito possa un giorno riposare all’ombra delle Tofane».

Alla moglie e compagna di una vita Graziella, ai figli Jacopo e Paolo va il nostro più sentito cordoglio.

Arrivederci, Rolly.

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Rolly a Cervinia - 1946 Rolly e Giuliano Babini Rolly, Graziella con Jacopo e Paolo Rolly e Dino Buzzati
Rolly con la sua mamma Rolly e Beba Schranz
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Rolly in vacanza a Hochgurgl Rolly con Paolo de Chiesa Rolly e Graziella - 2012 Rolly e la sua Nikon
Rolly e Mauro Corona Rudy S., Rolly, Gianni D. - Trento 2013